• Staff Mediterraneo Capital Ltd

Storia del mercato della cartolarizzazione

La prima operazione di cartolarizzazione è stata realizzata nel 1977 negli Stati Uniti da Bank of America su un portafoglio di mutui immobiliari , come risposta a particolari esigenze di finanziamento dell’edilizia residenziale.

Tale bisogno favorì l’invenzione di un nuovo tipo di strumenti finanziari che presero il nome di Mortgage-Backed-Securities, titoli aventi come sottostante i flussi di cassa derivanti da mutui ipotecari per l’acquisto di abitazioni.


La particolarità degli MBS risiede nelle caratteristiche dei mutui su cui si basano. Un mutuo ipotecario è un prestito garantito da una specifica proprietà immobiliare, che obbliga il debitore ad effettuare una determinata serie di pagamenti. Nel caso in cui il debitore sia inadempiente il creditore ha il diritto, in base al contratto di mutuo, di rivalersi sull’immobile che è posto a garanzia del suo credito.


Le proprietà immobiliari possono essere a titolo residenziale o non residenziale (capannoni, uffici, centri commerciali).


La securitization si è sviluppata prevalentemente nel mercato americano fino alla metà degli anni ’80, a partire dai quali le operazioni hanno iniziato ad affermarsi in modo significativo anche in Europa. Il 1998 e il 1999, è il biennio di svolta per l’Europa per le Cartolarizzazioni.

Infatti nel 1999 l’America riduce le emissioni dal 71% al 50%, lasciando spazio al mercato europeo in via di espansione.


Il primo Paese europeo a sperimentare con successo e continuità la tecnica della cartolarizzazione è stato il Regno Unito, mettendo a segno la prima operazione relativa a mutui ipotecari nel 1987. E’ tuttora leader del settore in Europa sia riguardo al volume delle emissioni sia al numero delle operazioni intraprese e risulta il principale concorrente degli Stati Uniti a livello mondiale. Nella figura sono rappresentati i dati relativi alle emissioni di ABS di ogni paese,.


Volume di emissione di ABS in Europa suddiviso per Paese

In molti paesi, Italia compresa, sono state fatte leggi ad hoc per la cartolarizzazione, in modo da agevolare l’utilizzo di questa operazione.

Nel 1992 sono stata approvate leggi specifiche anche in Belgio e in Spagna, quest’ultima risulta un mercato molto promettente a livello europeo dato che nel 1998 le emissioni spagnole hanno raggiunto i 3.4 miliardi di dollari e attualmente segue a ruota la Gran Bretagna. Nel 1998 è stata approvata una legge in Francia, anche se come mercato non si è ancora sufficientemente sviluppato.

Anche in Germania le emissioni non hanno raggiunto volumi particolarmente interessanti, almeno non quanto ci si aspetterebbe da una nazione così forte economicamente e di grandi dimensioni. Le ragioni consistono da un lato nell’assenza di un quadro normativo che ne incentivi l’utilizzo, e dall’altro in una struttura di mercato che già prevedeva titoli simili agli ABS. Infatti da circa 200 anni le banche ipotecarie tedesche possono finanziare la propria attività di prestito mediante l’emissione di un particolare titolo di debito emesso a fronte di crediti ipotecari: il Pfandbriefe. Si possono trovare alcuni punti in comune tra i due strumenti di debito (ABS e Pfandbriefe), forse è per questo che il mercato degli ABS non ha affascinato la Germania.


In Italia il mercato della cartolarizzazione ha subito un lento ma continuo aumento dall’inizio degli anni ’90, periodo in cui la cartolarizzazione rimaneva ancora una tecnica pressoché inutilizzata. La prima operazione di cartolarizzazione che ha visto come protagonista un originator italiano è stata realizzata nel gennaio del 1990 dalla Citicorp Investment Bank di Londra ed ha riguardato la securitization di un portafoglio di prestiti del valore di 210 miliardi di lire concessi dalla Citifin Finanziaria S.p.A. a residenti italiani per l’acquisto di automobili, si parla quindi di cartolarizzazione di crediti al consumo.

Già a partire dalla metà dello scorso decennio si può notare un incremento dei volumi emessi e del numero di transazioni effettuate, tuttavia la crescita si mantiene moderata fino al 1999, anno che rappresenta un punto di svolta per la cartolarizzazione in Italia in quanto coincide con l’entrata in vigore della già citata Legge sulla cartolarizzazione. Infatti l’Italia prima della legge 130/99, pur essendo interessata allo sviluppo di questa tecnica di finanziamento, era costretta ad intraprendere le operazioni all’estero.

Questo rendeva complessa l’operazione, i costi che dovevano essere sostenuti per implementarla al di fuori dei confini nazionali erano alti e tutto ciò riduceva i vantaggi della cartolarizzazione.

Nel 2001 il mercato italiano è esploso, rispetto all’anno precedente si è quasi triplicato l’importo di emissioni (nel 2000 sono stati registrati 12000 milioni di euro).

Nel 2003 c’è stato un leggero calo ma per quest’anno le agenzie si aspettano una risalita con emissioni che si aggirano tra i 35000 e i 40000 milioni di euro, e un numero di transazioni compreso tra 35 e 45.


La continua crescita del mercato europeo della cartolarizzazione è supportata sia da una crescente offerta dovuta alla possibilità per gli originator di contenere i costi di finanziamento attraverso l’emissione di titoli ad alto rating, sia da una domanda sostenuta, soprattutto grazie allo sviluppo di un mercato secondario sempre più efficiente.


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LA CARTOLARIZZAZIONE : ASPETTI GENERALI


1.0 Introduzione alla Cartolarizzazione


1.1 La struttura di un’operazione di cartolarizzazione

1.2 I soggetti coinvolti

1.2.1 L’originator

1.2.2 Lo Special Purpose Vehicle (SPV)

1.2.3 La Società di rating

1.2.4 Il Credit Enhancement

1.2.5 Figure per l’amministrazione e il controllo


1.3 Principali vantaggi ottenibili attraverso la cartolarizzazione

1.3.1 Benefici per l’originator

1.3.2 Benefici per gli investitori


1.4 Nascita ed evoluzione del mercato della Cartolarizzazione

ANALISI DEI TITOLI EMESSI DALLA CARTOLARIZZAZIONE


2.1 Caratteristiche generali

2.1.1 Le principali strutture di ABS

2.2 Il mercato di collocamento delle ABS

L’ASSEGNAZIONE DEL RATING NELLE OPERAZIONI DI CARTOLARIZZAZIONE


3.1 Analisi dei dati e loro modellazione

3.2 Binomial Expansion Tecnique

3.2.1 Applicazione del metodo “BET” ad un gruppo di crediti

ANALISI DI UN’OPERAZIONE DI CARTOLARIZZAZIONE :


4.1 Analisi del portafoglio di crediti iniziale

4.2 Emissione delle ABS

4.3 Forme di credit enhancement all’interno dell’operazione

4.4 Flussi dell’operazione


Conclusioni

Riferimenti bibliografici

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